Il pomodoro da industria occupa una considerevole parte del settore agroalimentare del Nord Italia, e la sola
regione Emila Romagna contribuisce con più del 65% degli ettari destinati a questa coltura (Fig. 1). Più in generale,
in Italia, il valore della filiera del pomodoro da industria vale circa 4,5 miliardi di euro all’anno. L’alto valore
economico si ottiene anche grazie all’ingente mole di irrigazione e di input di concimi e fitofarmaci.

Figura 1 – Superficie investita a pomodoro da industria dell’areale del Nord Italia (Fonte: OII)
È in questo contesto che il progetto ACTION mira a portare la produzione del pomodoro da industria ad un livello
più sostenibile e volto all’adattamento ai cambiamenti climatici in corso. ACTION mira a valorizzare i molteplici
benefici legati all’utilizzo combinato ed integrato di inibitori della nitrificazione, biostimolanti, e microrganismi
induttori di resistenza in pomodoro da industria. Lo scopo ultimo è di implementare biosoluzioni con un approccio
“green” e sostenibile per le produzioni agrarie, sia dal punto di vista agronomico che ambientale. Ciò sarà
possibile attraverso differenti biosoluzioni, fra loro complementari ed accomunate dall’avere caratteristiche
innovative e di basso impatto.
Il cambiamento climatico in corso ha polarizzato alcune criticità su questa coltivazione, in particolare l’aumento
di fenomeni meteorologici estremi (siccità e alluvioni) e ha portato le colture ad essere più soggette a stress idrico
e stress nutrizionale. Riguardo lo stress idrico, oltre a puntare all’efficienza delle tecnologie d’irrigazione e relativa
digitalizzazione, è importante investire sulla selezione di genotipi e varietà di pomodoro che tollerano la
mancanza d’acqua. ACTION si focalizza sulla selezione genetica di tratti funzionali che rappresentano una
significativa strategia per mitigare questa criticità.
Per garantire una adeguata produzione di pomodoro da industria, si impiega un significativo quantitativo di
concimazione a base azotata. Questa pratica, oltre a favorire lo sviluppo e il vigore delle piante, aumenta anche
l’immissione nell’atmosfera di protossido di azoto, che contribuisce all’effetto serra insieme all’anidride carbonica.
Il mercato propone attualmente delle biosoluzioni che permettono di rallentare la velocità del
processo di nitrificazione, e quindi di emissione di protossido di azoto, e ACTION si propone di sperimentarle e
studiare mettendole a disposizione degli agricoltori.
Il cambiamento climatico, ha inoltre favorito la propagazione non più sporadica ma continuativa di malattie che
un tempo erano considerate pressoché inoffensive, come l’Alternaria. Il problema delle micotossine
dell’Alternaria è conosciuto da tempo per diverse matrici alimentari e in particolare per i derivati del pomodoro.
Nel dettaglio, l’elevata incidenza dell’Alternaria su la coltura del pomodoro da industria può portare a
problematiche sui derivati e semi-lavorati del pomodoro per la presenza di micotossine come Alternariolo (AOH),
Alternariolo monometil-etere (AME), Acido tenuazonico (TeA) che sono attualmente oggetto della
Raccomandazione 553/2022 dell’Unione Europea. ACTION mira a studiare la sinergia tra genotipi tolleranti
dell’Alternaria e biostimolanti che ne riducano la sensibilità e l’incidenza della malattia.